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lunedì 27 settembre 2010

Lombardia.Difformità di comportamenti nel territorio che destano confusione e disagio nelle scuole e nell’opinione pubblica

Indicazioni per l’adozione dell’orario scolastico in termini di articolazione, durata delle lezioni e recupero del tempo scuola
IUniScuoLa: ecco la nota Prot. n. MIUR AOODRLO R.U. 15283 del 22 settembre 2010della Direzione GeneraleVia Ripamonti, 85 – 20141 Milano
Ai dirigenti scolastici delle scuole statali
Ai coordinatori didattici delle scuole paritarie
Oggetto: Orario scolastico
Dalle notizie e dai quesiti che pervengono a questa Direzione relativi all’orario scolastico si coglie un quadro di difformità di comportamenti nel territorio che destano confusione e disagio nelle scuole e nell’opinione pubblica.
Pare opportuno, quindi, richiamare che, in base alla normativa vigente, l’iter della definizione dell’orario settimanale è il seguente:
delibera del Consiglio di Istituto sull’orario settimanale delle lezioni e sull’orario di inizio e di fine delle lezioni giornaliere, tenuto conto delle necessità organizzative interne ed esterne (come ad esempio i trasporti ed il servizio mensa, ove esistente, esperite tutte le possibili azioni di coordinamento con gli Enti e le Società locali)
delibera del Collegio Docenti sui criteri didattici di formulazione dell’orario, esplicitati anche nel POF, e della durata dell’unità di lezione all’interno del quadro definito dal Consiglio di Istituto
adozione da parte del capo di istituto, all’interno delle operazioni afferenti alla complessiva gestione dell’istituzione scolastica di sua competenza, dell’orario scolastico comprensivo della definizione delle modalità dell’eventuale recupero del tempo scuola per gli alunni e del tempo lavoro per i docenti.
Criterio principale, stante il compito istituzionale del servizio scolastico, non può che essere quello di un impianto funzionale per realizzare le migliori condizioni possibili per un apprendimento efficace ed efficiente da parte degli studenti.
Come già esplicitato nelle circolari di questa Direzione del 30 marzo 2010 relativa alle contrazioni dell’orario scolastico e del 9 giugno 2010 relativa al calendario scolastico, costituisce vincolo insuperabile il monte ore annuo del piano di studi destinato alle aree esperenziali, gruppi disciplinari/discipline. Poiché la formulazione attuale degli ordinamenti vigenti è diversa, per monte orario annuo dei piani di studio si intende quello già presente oppure quello settimanale moltiplicato per 33 settimane. In entrambi i casi, da sempre e quindi a prescindere dalla riforma delle scuole superiori, l’unità di riferimento è l’ora (pertanto pari a 60 minuti). La formulazione dell’orario settimanale è basata su scelta sia dell’articolazione delle lezioni/attività (in modo che ci sia una distribuzione giornaliera più perequata possibile), sia dalla durata dell’unità di lezione.
Dal dibattito riferito dalla stampa parrebbe non essere ancora consolidata la concezione che attengono all’autonomia della scuola sia la scelta dell’offerta formativa curricolare sia la durata della singola lezione.
Tutto ciò, fermo restando che l’adozione nell’ambito dell’offerta formativa, di unità di insegnamento non coincidenti con l’unità oraria non può ridurre l’orario obbligatorio annuale (definito in base al monte orario annuale ed all’applicazione delle quote di autonomia) attuato nel calendario scolastico con la previsione del recupero anche delle eventuali residue frazioni di tempo.
Rimane aperto lo spazio importante di ricerca educativa ed organizzativa relativo allo studio di forme di didattica modulare, non basate su scansione settimanale, con possibilità di concentrazione di alcune attività che richiedono intensità d’apprendimento o svolgimento extra-scolastico. A tal proposito si ricorda che in base al C.C.N.L. del Comparto Scuola l’orario d’insegnamento, anche in riferimento al completamento dell’orario obbligatorio, può essere articolato sulla base della pianificazione annuale delle attività e nelle forme previste dai vigenti ordinamenti, in maniera flessibile su base plurisettimanale in misura, di norma, non eccedente le quattro ore. Il direttore generale Giuseppe Colosio

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